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Cultura

Il mondo ha bisogno di atti di gentilezza: praticatela a caso

Enrico Alagna

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La giornata mondiale della gentilezza, il 13 novembre, è nata in Giappone grazie al Japan Small Kindness Movement, fondato nel 1988 a Tokyo, dove due anni prima si era costituito un primo gruppo di organizzazioni riunito nel World Kindness Movement (Movimento mondiale per la Gentilezza).

Lo slogan è della pacifista Anne Herbert: nella versione originale “Practice random kindness and senseless acts of beauty”
E da lì, si è diffusa in tutto il mondo. In questo giorno l’invito è quello di promuovere l’attenzione e il rispetto verso il prossimo, la cortesia dei piccoli gesti, la pazienza, la cura, l’ascolto dei bisogni degli altri senza dimenticare i propri. È anche “urbanità”, intesa come modalità di comportamento che ci fa vivere in società, armonizzandoci con essa e contribuendo attivamente affinchè un luogo, un posto, sia più “felice”.

Assisto incredulo a episodi di volgarità, di violenza che feriscono la nostra società, che la turbano, che la intristiscono, che la spaventano, che la condannano ad una società senza regole, ad una società non più sinonimo di progresso ed inclusione ma ad un luogo di emarginazione, di esclusione, di maleducazione, di intolleranza.

La maleducazione, la rabbia, la violenza si affermano sempre più con forza e diventano gli atteggiamenti quotidiani delle giovani generazioni.

Sembra che la buona educazione, la gentilezza, la cortesia, la cordialità, il garbo, la buona creanza, la galanteria, le buone e belle maniere, la sensibilità, il fair play siano démodé.

Ricordo con nostalgia i tempi, ormai desueti, in cui ci si parlava, ci si incontrava, ci si confrontava, ci si abbracciava e si sorrideva insieme. Era normale assistere ad episodi in cui dei perfetti sconosciuti potevano trovarsi a scambiarsi un aiuto reciproco o a condividere momenti di socialità.

Mi è capitato personalmente di condividere con uno sconosciuto, a Caltanissetta (luogo in cui ho frequentato la Scuola di Medicina e Chirurgia), un tavolo in un ristorante.

Era la vigilia di un importante esame, serata fredda e uggiosa; decido di rifugiarmi in un ristorantino del centro storico, avevo un disperato bisogno di placare le mie ansie. Entra un signore distinto, in abito, non vi erano più tavoli liberi. Faccio un cenno alla titolare dicendole che poteva invitare quell’estraneo al mio tavolo.

Da lì in poi lo lascio alla vostra immaginazione: a distanza di circa otto anni continua ad essere una bella amicizia.

Un tempo, quando l’idraulico, il falegname entravano in casa per riparare la doccia o una serranda era normale chiedergli se gradisse un caffè e dell’acqua; quando c’era una persona in strada in difficoltà, era normale fermarsi per controllare che fosse tutto a posto.

Oggi sembra che tutti si stiano chiudendo in nuclei sempre più ristretti e autosufficienti, al di fuori dei quali non vi è spazio per alcuna forma di solidarietà e comprensione.

Due domeniche fa mi è capitato di dover soccorrere, insieme ad altri due signori, un ragazzo che giaceva sulle strisce pedonali, nel mezzo di un incrocio, colto probabilmente da un malore; nessuno prima di quei due signori si è fermato. Alcuni hanno riferito che le macchine passavano e lo evitavano.

Come siamo arrivati a questo? Nell’ultimo decennio il mondo virtuale ha letteralmente distrutto quello reale; il mondo dell’informazione e della comunicazione sembra aver diffuso il messaggio sbagliatissimo che essere aggressivi, distanti, strafottenti equivalga ad essere forti.

Un social network non è solo una piattaforma dove poter rimanere in contatto con amici, leggere notizie, per lo più fake news, o giocare, ma è del tempo concreto che una persona, spesso un adolescente ancora in fase di crescita, trascorre in un mondo alternativo, in una realtà virtuale che può sostituirsi a quella reale.

Una ricerca condotta dall’Università dell’Illinois afferma che sono sufficienti pochi minuti in ambiente virtuale per danneggiare la propria visione della realtà.

«Gli ambienti virtuali danno la possibilità alle persone di assumere il ruolo che desiderano e di scegliere tutte le esperienze che vogliono intraprendere. Tutto ciò che, sostanzialmente, non si può fare nella vita reale», spiega Gunwoo Yoon, ricercatore presso l’University of Illinois a Urbana-Champaign.

Se diamo uno sguardo ai social, ce ne rendiamo subito conto: essere gentili, cordiali, amorevoli, mostrare tatto e sensibilità non è “figo”, mentre chi insulta, chi tende ad escludere, ad emarginare, chi è sarcastico e chi riesce a ferire in maniera pungente sembra essere il vincente, il maschio alfa della situazione.

In realtà è vero proprio il contrario: serve una grande dose di coraggio e di forza interiore per essere gentili e comprensivi con gli altri!

Questo perché l’aggressività deriva spesso da un malessere che coviamo dentro da tempo. Infierire sul più debole, offendendolo e umiliandolo, trattarlo con indifferenza è l’espressione di un malessere interiore che abbiamo bisogno di tirare fuori.

E attaccare gli altri è il modo migliore per farlo! La debolezza degli altri ci dà fastidio perché in realtà non sopportiamo la nostra; non riusciamo ad apprezzare la bellezza nelle altre persone.

Riusciamo ad essere invidiosi della felicità e della vita altrui, senza però far nulla per cambiare la nostra.

Mostrare comprensione e gentilezza equivale ad aprirsi, a mettersi in gioco, e questo richiede molto più coraggio rispetto all’essere aggressivi, vi è la possibilità di fallire e la nostra società non ammette fallimenti, dobbiamo sempre essere vincitori, dobbiamo sempre primeggiare. Essere sempre i più forti.

Il mondo e l’intera società civile oggi hanno un estremo bisogno di gentilezza. Lo denota la commozione che proviamo di fronte al salvataggio di un animale in difficoltà, davanti a un ragazzo che aiuta una donna ad attraversare una strada, dinanzi a un fratello di colore, venuto da lontano, che sventa una rapina o uno scippo ad un’anziana signora o davanti a qualcuno che decide di comprare un pasto caldo e regalare un abbraccio a un senzatetto.

Torniamo ad essere un po’ più reali, più autentici, più veri; un po’ meno social. Quando entriamo in un bar e, rivolgendoci al cameriere, ordiniamo un caffè facciamolo con un sorriso, con garbo, con gentilezza.

Quando un alunno si rivolge ad un professore lo faccia con educazione, quando si è rimproverati da un prof si abbia l’umiltà e la forza di recepire il rimprovero: in quell’istante il prof vi sta aiutando a crescere meglio.

Quando becchiamo un anziano in difficoltà non deridiamolo, un giorno lo saremo anche noi. Aiutiamolo, coccoliamolo, proteggiamolo, rendiamolo protagonista!

Quando vi accorgete di un compagno con disabilità, non bullizzatelo. Aiutatelo, includetelo, rendetelo parte di un gruppo e insegnate ai vostri compagni che aiutare e sorridere ai più deboli è sinonimo di forza, di maturità, di crescita.

Quando ci accorgiamo di un senzatetto in difficoltà, non limitiamoci a dare un’offerta, fermiamoci ad abbracciarlo, a regalargli un sorriso, una parola di conforto.

Tutti questi momenti sono delle occasioni perfette per diffondere altruismo e gentilezza, e se tutti cominciassero a farlo, il mondo diventerebbe, o meglio tornerebbe ad essere, un luogo decisamente migliore.

La gentilezza produce pace ed è contagiosa, ha il potere di disarmare i cuori; con il suo effetto moltiplicatore, la gentilezza diventa un valore fondamentale della coesione sociale creando società più giuste, pacifiche, solidali, rispettose ed educate.

Ndr: l’immagine di copertina è un graffito di Propaganda Poetica su un muro del quartiere Albergheria di Palermo.

Cultura

Dal Pozzo di Gammazita una rete di associazioni

Giuseppe Adernò

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E’ stato firmato un protocollo d’intesa tra l’UCIIMNuccio Sciacchitano”, Acquedotte, e l’Ass. di Gianfranco, al fine di attivare iniziative, progetti e interventi didattici formativi, per promuovere tra gli studenti di primo e secondo grado una particolare sensibilizzazione verso la storia della Città, dei luoghi e dei personaggi significativi, così da rendere concreta ed efficace la cittadinanza attiva prevista dallo studio dell’Educazione Civica.

La realizzazione artistica di un video-documentario a cura di Lorena Dolci e la regia di Riccardo Napoli sulla storia della leggendaria Gammazita, virtuosa ragazza catanese che, verso il 1280 preferì gettarsi in un pozzo, invece di cedere alle insidie di Droetto, soldato francese che si era invaghito di lei, apre il ventaglio di una complessità di tematiche culturali e sociali che, ben guidate, si prestano a far maturare tra gli studenti riflessioni e apprendimenti capaci di “modificare il modo di pensare, di sentire e di agire”

Le tre associazioni, ciascuna con la propria peculiarità, esplicitate dai rispettivi presidenti contribuiranno a dare efficacia ai molteplici progetti che si attiveranno nel corso dell’anno scolastico.

L’UCIIM, (Unione Cattolica Insegnanti, Educatori, Dirigenti), come ha dichiarato la presidente, Maria Antonietta Baiamonte, designata anche come “referente coordinatrice” della rete, contribuirà, mediante interventi di formazione dei docenti, alla diligente attuazione dei progetti di Educazione Civica, della quale l’UCIIM è stata promotrice sin dalla prima elaborazione di programma (Castello Ursino, febbraio 1957);

L’arch. Giovanni Romeo, presidente di “Acquedotte”, accompagnerà la scoperta dei tesori nascosti della città mediante la definizione di itinerari e percorsi di visita, collegando storia, letteratura, architettura e urbanistica.  Conoscere la Città, infatti, è il presupposto indispensabile per viverla con consapevolezza e responsabilità civica.

L’Associazione di Gianfranco”, come ha detto il presidente Nunzio Claudio Saita, da anni impegnata in azioni di prevenzione del disagio giovanile, favorirà il coinvolgimento dei minori a rischio, residenti nei quartieri periferici.

La convergenza di risorse umane, nella comune volontà di offrire un servizio alla Città e alle giovani generazioni qualifica gli obiettivi della rete associativa, che si apre ad un dialogo costruttivo di cittadinanza attiva e responsabile, cooperando anche con altri Enti, Comuni, e Associazioni verso il comune obiettivo: il miglior bene dei nostri ragazzi.

Giuseppe Adernò

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Cultura

Green Expo del Mediterraneo, custodi del creato

Giuseppe Adernò

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GREEN EXPO DEL MEDITERRANEO 2021 I ragazzi sindaci “Custodi del creato

Nel giorno conclusivo della “Green Expo del Mediterraneo 2021”, presso il Complesso Fieristico “Le Ciminiere”, alla quale dal 14 al 16 luglio hanno partecipato 170 espositori, istituzioni, enti ed associazioni, ha avuto luogo un incontro sul tema: “Quanto c’è di ambiente nel PNRR” che ha coinvolto attori di età competenze diverse.

Hanno partecipato, infatti, gli aderenti delle associazioni “Futurlab Costruiamo il futuro”; la Fondazione “Sorella Natura” Amici del Creato; il Lions Club “Catania Brancati”; il Parlamento della Legalità Internazionale ed i Ragazzi; i Ragazzi sindaci con i componenti dei Consigli Comunali dei Ragazzi, accompagnati dai  docenti e genitori.

I saluti istituzionali sono stati presentati da Antonio La Ferrara, Presidente dell’associazione ”Futurlab”; Roberto Leoni, Presidente Nazionale Fondazione Sorella Natura; Santo Primavera, delegato regionale Fondazione Sorella Natura; Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale: Per motivi di salute non è potuto intervenire Cesare Pecora, Presidente del Lions Club Catania “Brancati”, che ha offerto le targhe ai Relatori e ai Ragazzi Sindaci.

Nella magistrale relazione il Dott. Francesco Tufarelli, Dirigente Generale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha illustrato con chiarezza e puntualità le fasi operative del Recovery Plan- Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che è indirizzato ai giovani .

Il Next Generation EU (NGEU) è, infatti, un fondo approvato nel luglio 2020 dal Consiglio europeo al fine di sostenere gli Stati membri colpiti dalla pandemia di COVID-19.

Ha inoltre responsabilizzato i giovani e le associazioni ad essere propositori d’idee e di progetti orientati ad un futuro migliore per la società nel cammino di transizione ecologica e digitale che la Comunità Europea sta coordinando.

Rosario Liuzzo di Futurlab ha evidenziato come in questo Piano appare moto evidente il divario tra Nord e Sud e quanto sia necessario il dialogo tra ambiente e socialità che costituiscono le linee guida dei progetti di educazione ambientale nella scuola.

In collegamento streaming Antonella Argenti, Sindaco di Villa del Conte (PD), segnalata fra i 12 finalisti dell’Edizione 2021 del premio “Miglior Sindaco”, organizzato annualmente dalla City Mayors Foundation di Londra, ha presentato la sua esperienza di concreta attuazione dei progetti di difesa dell’ambiente realizzati nel suo comune. L’introduzione degli assessorati alla solitudine e alla gentilezza ha coinvolto in maniera attiva anche i ragazzi del CCR protagonisti di cittadinanza e come ha detto Nicolò Mannino del Parlamento della Legalità “esploratori, in cerca di terreni fertili dove piantare nuovi fiori di bontà”.

Alle voci dei relatori che hanno dato un contributo sostanziale secondo le proprie competenze ed esperienze specifiche, hanno fatto seguito le voci degli studenti dei Consigli Comunali dei Ragazzi dell’Istituto “Maria Ausiliatrice” di Catania, “S. Maria della Mercede” di S Agata Li Battiati, degli Istituti comprensivi “G. D’Annunzio” di Motta S Anastasia; “Ariste Gabelli” di Misterbianco, “Giovanni Paolo II” di Piano Tavola- Belpasso; “M. Pluchinotta” di S Agata Li Battiati; “E. De Amicis” di Tremestieri Etneo, i quali hanno illustrato le attività svolte, lasciando sfuggire solo qualche briciola di emozione, orgogliosamente imbrigliata.

Per un disguido tecnico non è stato possibile visionare il video realizzati dai Ragazzi Sindaci del Veneto che, riuniti per una convention regionale dall’Associazione “Amici del villaggio” hanno aderito all’Expo Green del Mediterraneo ed hanno ricevuto anch’essi di titolo di “Custodi del Creato“ assegnato dalla Fondazione Sorella Natura ai CCR presenti e ai ragazzi del CCR di Zevio e Palù in provincia di Verona.

A conclusione dell’evento, magistralmente diretto e coordinato dal preside Giuseppe Adernò, Salvatore Sardisco, Vice Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale ha consegnato l’attestato di Ambasciatrice Della Fratellanza a Noemi Salinaro dell’Istituto “Giovanni Paolo II “ di Piano Tavola-Belpasso e l’Attestato di Riconoscimento in memoria del Prof. Antonio Bordi, medico cardiochirurgo, recentemente scomparso, il quale si è molto dedicato ai progetti educativi per i giovani.

Il coro interscolastico di voci bianche “Vincenzo Bellini” diretto dal M° Daniela Giambra, ha coronato con dei canti in francese e con l’inno di Sicilia “Madre Terra” di Vincenzo Spampinato, l’Expo Green del Mediterraneo 2021.

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Cultura

Medaglie d’oro ai deportati dei lager nazisti

Giuseppe Adernò

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Il Prefetto di Catania  Maria Carmela Librizzi, alla presenza dell’Assessore del Comune di Catania Enrico Trantino in rappresentanza del Sindaco, dei vertici delle Forze di Polizia della provincia e del Comandante in II della Capitaneria di Porto, ha consegnato le Medaglie d’Onore ai cittadini italiani, militari, civili, deportati ed internati nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale.

La cerimonia sobria e solenne allietata dalla musica del  Quartetto d’Archi, diretto dal Maestro Fabio Raciti,  ha inteso metter in luce – come ha detto il Prefetto – “il valore e il sacrificio di quanti hanno subito persecuzioni e deportazioni,  affinché non venga dimenticato, soprattutto dalle giovani generazioni, un tragico ed oscuro periodo della storia d’Italia e d’Europa”

Le medaglie commemorative sono state consegnate ai familiari di sette militari internati nei lager nazisti: Ianora Antonio, presente il figlio Giovanni; Carnemolla Natale, presente il nipote Scalini Fortunato; Monello Sebastiano, presente il figlio Angelo; Mora Ettore, presente il figlio Marco; Mora Aldo, di anni 101, presente il nipote Mora Marco; Porcarelli Mario, presente il nipote Porcarelli Sergio; Zingales Benedetto, presente il figlio Igor Giuseppe.

Nel corso della cerimonia il Quartetto d’Archi diretto dal Maestro Fabio Raciti, ha eseguito l’Inno Nazionale in aperura e alcuni brani tratti dalle colonne sonore dei film “Nuovo cinema Paradiso”, “C’era una volta il west”, “La vita è bella” .

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