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Eventi

Madama Butterfly

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Successo per “Madama Butterfly”,  opera inaugurale del Taormina Opera Festival 

 trasmessa dal Teatro Antico in diretta mondovisione con la regia e le scene di Enrico Castiglione 

e un cast internazionale in cui spiccavano il soprano Hye Myung Kang e il tenore Zoran Todorovich

Lo spettacolo è stato proiettato in simultanea in oltre 200 cinema di circa 30 paesi, grazie alla sinergia del TOF con Rai Italia e Rising Alternative. Indifferita su Rai1 e Rai5.

TAORMINA – Cio-Cio-San muore tra le braccia di Pinkerton: il regista Enrico Castiglione regala all’eroina pucciniana l’ultimo amplesso, una tardiva carezza alla “tenue farfalla” che per amore ha lasciato la vita di geisha e per amore si è recisa le ali. Un finale che lascia il segno, riletto con nuovo slancio emotivo, ha suggellato il grande successo riscosso al Teatro Antico di Taormina di “Madama Butterfly”, l’unico evento operistico in Europa destinato quest’estate ad essere trasmesso in diretta via satellite mondovisione nei cinema. Lo spettacolo è stato ripreso e trasmesso simultaneamente, con la regia televisiva dello stesso Castiglione, in più di 200 sale cinematografiche di oltre 30 paesi, dalla Danimarca alla Spagna, dalla Polonia alla Francia, dall’Inghilterra all’Italia (circuiti The Space e Uci Cinemas), dall’Irlanda alla Cecoslovacchia, dall’Olanda alla Svizzera, grazie alla sinergia stretta dal Taormina Opera Festival con Rai Italia e Rising Alternative. L’opera inaugurale è stato un debutto anche sul piano ipertecnologico, perché l’opera sarà trasmessa dalla cavea taorminese in tutto il mondo per la prima volta in 3d e registrata in 4K, ovvero utilizzando la tecnologia della “cine alta” che ha ormai praticamente sostituito la pellicola.

Lo spettacolo sarà poi trasmesso in differita su Rai1 e Rai5, sull’onda del record di telespettatori fatto registrare nelle scorse stagioni da altre produzioni operistiche messe in scena da Castiglione a Taormina, come Norma,Nabucco, Rigoletto.

Sul podio il greco Myron Michailidis ha diretto l’Orchestra e il Coro del Taormina Opera Festival con fine scandaglio della raffinata partitura pucciniana, sulla quale il soprano coreano Hye Myung Kang, nuova stella della lirica scoperta da Placido Domingo, ha ricamato l’intenso ritratto drammatico e vocale della protagonista: una aggraziata figura “da paravento”, che dallo slancio d’amore adolescenziale approda tragicamente al destino ineluttabile di sposa abbandonata e madre costretta al sacrificio supremo.

Al suo fianco il celebre tenore serbo Zoran Todorovich, nome di punta della scena operistica internazionale, disegna un Pinkerton per certi aspetti inedito, laddove l’aitante tenente della marina statunitense, smette infine i panni di “yankee vagabondo” per maturare finalmente una presa di coscienza non superficiale di un sentimento in lui mai veramente sopito.

Nella regia di Castiglione acquista ulteriore coerenza anche l’umanità del console Sharpless, reso con profonda introspezione dal baritono Piero Terranova, chiamato a trasmettere l’acuta percezione del divario di civiltà tra Oriente e Occidente. Autorevole anche la prova del mezzosoprano Annunziata Vestri, amorevole Suzuki, qui per la prima volta pronta ad assistere la padrona nell’ineluttabile rito del harakiri, consumato nella casa-gabbia in cui Butterfly si serra dal giorno delle nozze per non volare mai più.

Migliaia di spettatori in teatro e nelle sale cinematografiche hanno applaudito la resa visiva e musicale di un vero e proprio film-opera, esaltato dagli stilizzati abiti di scena e dai preziosi kimono disegnati dalla costumista Sonia Cammarata. Bene, nei ruoli di fianco, il mezzosoprano Anna Consolaro (Kate Pinkerton), il tenore Andrea Giovannini (Goro), il tenore Filippo Micale (il principe Yamadori), il basso Giovanni Di Mare (lo zio bonzo) e ancora Angelo Nardinocchi, Gonca Dogan, Lora Jeonghee, Silvia Lee, Giovanni Tiralongo. Si replica il 9 luglio.

E’ il sesto anno consecutivo che Enrico Castiglione propone in diretta via satellite l’allestimento di volta in volta realizzato a Taormina. Per l’artista romano di origini siciliane, reduce dai trionfi di pubblico e di critica riportati in Cina, America e Grecia, nel 2016 ricorre inoltre un importante anniversario: dieci anni di spettacoli lirici di grande successo allestiti proprio al Teatro Antico, un impegno che ha sancito il suo profondo legame con la Città del Centauro.

Una produzione in esclusiva, per fare rivivere la tragica e delicata storia della “tenue farfalla” ad una platea cosmopolita di esigenti appassionati che da sei anni non mancano all’appuntamento con gli allestimenti di Enrico Castiglione, trasmessi da Taormina nelle sempre più numerose sale cinematografiche, sparse in tutto il mondo, dotate dei moderni sistemi di proiezione digitale in alta definizione.

Il Taormina Opera Festival sarà in cartellone al Teatro Antico fino al 14 agosto con una ricca proposta in cui il fascino del melodramma s’intreccia ai grandi concerti e alla grande danza. Info

www.taorminafestival.org

 

Cultura

Enna, a Buttafuoco “le chiavi della città”

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Enna consegna per la prima volta la chiave della città: a riceverla Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia

Per la prima volta nella sua storia, Enna consegna la chiave della città. E la affida a Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, la più importante fondazione culturale italiana, un ponte ideale tra Enna e il mondo della cultura europea . Il riconoscimento, voluto dal sindaco Mirello Crisafulli e dall’Amministrazione, è stato conferito ieri sera e ha aperto le celebrazioni per i cento anni di Enna capoluogo di provincia, istituita il 6 dicembre 1926. È un omaggio a uno dei cittadini più illustri che il territorio ennese abbia espresso nel nostro presente.

La cerimonia

La cerimonia, presentata dalla giornalista Tiziana Tavella, si è aperta con l’esibizione del Gruppo Folkloristico Kore. È seguito il concerto della Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”, diretta dal maestro Luogotenente C.S. Paolo Mario Sena.

«Questa non è una cerimonia nostalgica – ha dichiarato il sindaco Mirello Crisafulli – Ricordiamo un passaggio di cento anni fa per riflettere su ciò che abbiamo fatto e su ciò che possiamo ancora fare. Siamo figli di Euno e non ci rassegniamo all’idea che altri decidano il nostro destino. Non accettiamo che i comuni delle aree interne vengano accompagnati verso la chiusura. Vogliamo fare di Enna un centro di servizi culturali e sanitari per le aree interne». Il sindaco ha rilanciato la prospettiva di un policlinico universitario, «evitando una concorrenza che non serve a nessuno», riferendosi a Caltanissetta.

L’universtà Kore

«La novità più importante degli ultimi decenni in Sicilia è stata la nascita dell’università Kore – ha detto Buttafuoco insignito della laurea honoris causa – Qui l’intelligenza e lo studio possono diventare un ascensore sociale, come in passato lo era il lavoro nelle miniere e nelle zolfare. Si voleva fare di questa provincia l’ultima, quella da dimenticare ai margini della storia. Invece è riuscita a riaffermarsi».

Il presidente Cataldo Salerno, tra i promotori dell’ateneo ennese, ha ricordato che l’università «non è stata un progetto casuale, ma una scelta politica precisa». Il presidente del Libero Consorzio, Piero Capizzi, ha definito la Kore «figlia prediletta della provincia»: m, aggiungendo «Non siamo periferia, siamo un centro di relazioni e di vita».

Il rettore emerito

Il rettore emerito Gianni Puglisi ha posto al centro l’etica: «Oggi si parla molto di estetica, sostenibilità e correttezza professionale nella gestione delle risorse. Ma al centro deve restare l’etica personale e sociale». Ha poi richiamato la dignità, «la parola evocata anche da Sergio Mattarella nel giuramento per il suo secondo mandato. Mi domando quanti di quei principi siano stati davvero realizzati nel Paese».

Dalla dignità è ripartito Buttafuoco nel suo intervento conclusivo. Si è rivolto al sindaco e amico Crisafulli e ha rilanciato il tema della responsabilità politica. La Sicilia, ha detto, non può rassegnarsi, chi non è in grado di guidare la Regione deve lasciare spazio a una nuova classe dirigente.

A chiudere la serata è stato l’apprezzato spettacolo di sand art dell’artista Stefania Bruno. Con la sabbia ha composto un racconto visivo che ha accompagnato idealmente la città dal passato verso il futuro.

Le celebrazioni per il centenario proseguiranno nei prossimi mesi, fino alla ricorrenza del 12 gennaio 2027.

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Eventi

Notre Dame de Paris: Il Trionfo dell’Amore Senza Tempo

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Foto: Attilio Cusani

Quando Riccardo Cocciante scrisse le musiche di Notre Dame De Paris, parlò di una “gabbia”, ovvero una partitura rigida dentro la quale oltre 25 elementi sul palco,  tra attori, trapezisti e funamboli si muovono occupando l’intero spazio scenico, in 2 ore e 40; ma dentro quella gabbia ognuno esprime la propria personalità, ed è proprio lì che succede la magia di un opera popolare, che il prossimo anno toccherà il traguardo di 25 anni, divenuta la più famosa al mondo; uno spettacolo tra i più imponenti mai realizzati, con oltre 400.000 biglietti venduti, e un tour da oltre 200 repliche. Tradotto in 9 lingue, portato in scena in 24 Paesi, con oltre 5.650 spettacoli e 18 milioni di spettatori nel mondo.

 

Le musiche

Le musiche sono al centro di questo incredibile progetto, che vede l’adattamento in italiano di Pasquale Panella, i testi di Luc Plamondon, tratti dell’omonimo romanzo di Victor Hugo, che racconta la drammatica storia d’amore tra Esmeralda e Quasimodo, sullo sfondo della maestosa Cattedrale parigina. La versione italiana ha debuttato nel 2002, prodotta dal visionario David Zard.

Un opera titanica

Notre Dame de Paris è un’opera titanica, travolgente e immortale che anche ieri sera ha incantato i cuori in un teatro di Verdura a Palermo gremito. Fin dal primo accordo de Il Tempo delle Cattedrali, il pubblico viene risucchiato in un vortice scenico dove la maestosità delle scenografie, le acrobazie sfidanti la gravità e le voci viscerali dei protagonisti creano un’atmosfera quasi ipnotica. Notre Dame de Paris non si limita a raccontare il dramma di Quasimodo, Esmeralda, Frollo e Phoebus: lo fa vivere sulla pelle di chi ascolta.

Un trionfo sensoriale

Ogni nota, musicalmente incisiva di Cocciante, scava nelle fragilità dell’animo umano, parlando di amore e possessione, di emarginazione, di riscatto e di quell’eterna ricerca di inclusione che risuona oggi con spaventosa attualità.

La potenza lirica che unisce più generazioni

La potenza lirica dei brani iconici come Bella o Le campane solleva standing ovation spontanee, connettendo spettatori storici e nuove generazioni in un unico, lunghissimo abbraccio di applausi.

Notre Dame de Paris si conferma una forza della natura, un rito collettivo di pura bellezza che continua a dimostrare che l’arte vera non invecchia mai: si limita a risplendere di una luce sempre più viva. Un’esperienza teatrale totale da vivere, riascoltare e portare nel cuore.

Il corpo di ballo

Artisti professionisti selezionati da Martino Müller autore dei movimenti scenici, unisce danza contemporanea, moderna e acrobatica, scelti per le loro competenze multidisciplinari. Occupano ogni metro del palco, si arrampicano nel muro scenografico, stanno in bilico nelle maestose campane. Sono acrobati, ginnasti e breaker che danno vita a scene corali coinvolgenti come “Le campane”, la “Festa dei folli” e “Clopin”.

I personaggi

Quasimodo

 

E’ l’anima dello spettacolo,  il bravissimo Angelo Del Vecchio;  interpreta l’Amore Puro e Tragico, emblema della bellezza interiore nascosta dietro la deformità fisica. Il campanaro di Notre Dame incarna un amore incontaminato, privo di egoismo o possesso. La sua voce viscerale porta il peso dell’emarginazione sociale, trasformando la sofferenza in una devozione assoluta e protettiva per Esmeralda, fino all’estremo sacrificio. Per interpretare questo difficile ruolo ha dovuto sviluppare una tecnica di respirazione sperimentale, dovendo assumere posizioni innaturali. Canta piegato, si arrampica,  occupando uno spazio scenico enorme.

Esmeralda

La bravissima cantante albanese Elhaida Dani, rappresenta la Libertà e il Desiderio. Vincitrice di The Voice of Italy nel 2013 proprio nel team di Riccardo Cocciante, è stata scelta dall’autore per vestire i panni della protagonista gitana. Ha iniziato a interpretare Esmeralda (e Fiordaliso) nella versione internazionale e francese del tour dal 2016. Attorno a lei ruotano le passioni e i destini di tutti i personaggi maschili. Rappresenta l’innocenza, la libertà e lo spirito indomabile degli ultimi. La sua figura è un catalizzatore di desideri contrastanti: attrazione romantica, ossessione oscura e pura empatia.

Frollo

Il maestoso Vittorio Matteucci incarna Il Tormento e la Perdizione. E’ lui  l’arcidiacono di Notre Dame, la figura più complessa e tragica del dramma. Lacerato dal conflitto insanabile tra la rigida fede religiosa e una passione carnale ossessiva per Esmeralda, incarna la caduta morale. La sua incapacità di gestire il desiderio si trasforma in odio, manipolazione e distruzione.

Phoebus

Graziano Galatone, con la sua voce inconfondibile fra i più longevi del musical è il capitano che incarna La Superficialità e il Compromesso. Rappresenta la bellezza estetica e l’arroganza del potere, prive di reale profondità morale. Diviso tra l’amore romantico per la fidanzata Fiordaliso e la passione travolgente per Esmeralda, sceglie infine la comodità del proprio status sociale, abbandonando la gitana al suo destino.

Gringoire

Il bravissimo Gian Marco Schiaretti è Il Poeta e il Testimone. Narratore e guida della storia. Osserva gli eventi con distacco critico ed estetico, tessendo la trama per il pubblico. È la voce dell’arte e della memoria, colui che canta Il tempo delle cattedrali e interpreta le mutazioni del mondo e dell’animo umano.

Fiordaliso

Rappresenta la Gelosia e la Convenzione. Magistrale l’interpretazione di Camilla Rinaldi. La giovane e ricca promessa sposa di Phoebus. Rappresenta l’ordine sociale borghese e l’apparenza. Inizialmente ingenua, di fronte al tradimento del fidanzato rivela un lato spietato, condizionando il suo perdonando a Phoebus alla condanna a morte di Esmeralda.

Clopin

Alessio Spini interpreta la  Ribellione e la Protezione.  Il re della “Corte dei Miracoli” e protettore degli immigrati e dei clandestini di Parigi. Incarna la lotta sociale, la fratellanza e la resistenza contro l’oppressione del potere costituito. Per Esmeralda è una figura paterna, pronto a combattere a costo della vita per la libertà del suo popolo.

(Immagini per gentile concessione dell’Ufficio Stampa)

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Eventi

In ricordo di don Gaetano Zito

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In programma musiche di  Charpentier,Mozart, Bellini, Verdi e Puccini.

Solisti: Soprani,  Carmen Salamone, Angela Curiale, Baritono Salvo Todaro, Tenore Davide Benigno.

L’ evento di alto profilo artistico e culturale pensato per tutti gli amanti della musica classica e lirica è organizzato dal “gruppo culturale Padre Gaetano Zito”. 

Sul podio Fabio Raciti, apprezzato musicista della città di Catania,  docente di Violino e Musica da Camera presso il Liceo Musicale Statale “G. Turrisi Colonn

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