Connect with us

Famiglia

Uno spot innovativo per un’ Italia senza fame

Ivan Scinardo

Published

on

Al via la prima campagna in Direct Response Tv per combattere la povertà, aperto anche un sito ad hoc per sollecitare donazioni periodiche regolari a sostegno dell’attività dei volontari della Fondazione che ogni giorno operano in aiuto dei senza dimora, delle famiglie che hanno perso la casa e i pensionati che non arrivano a fine mese

Mauro ci guarda dritto negli occhi. La sua voce ci raggiunge a fatica mentre sullo schermo scorrono le immagini di senza dimora, classici clochard, famiglie in una mensa e anziani che ricevono il pacco aiuto alimentare. Anche Mauro è uno dei tanti che vivono in strada, che soffrono la fame, il sottopancia, quando lo inquadrano recita “Mauro, una storia vera” e te ne accorgi quando i suoi occhi azzurri ti guardano umidi mentre ascolti le parole «chiedere aiuto è difficile. Ma con Progetto Arca è diverso. Sono loro che vengono da noi…».

 

È molto diretto il messaggio di questa prima campagna Drtv (direct Responsive Tv) che in un minuto racconta quello che ogni giorno Fondazione Progetto Arca con i suoi volontari realizza per i 4 milioni di poveri che vivono in Italia. «È la prima volta che facciamo uno spot di questo genere», racconta Alice Stefanizzi, responsabile Fundraising della fondazione. «Siamo partiti con un test da poco più di una settimana su YouTube e su alcuni canali tematici come Focus, Giallo, Real Time, Discovery Channel, Tv 2000… L’obiettivo è quello di ottenere delle donazioni regolari così da garantire una progettualità alla nostra azione di aiuto a chi vive in povertà».

Lo spot racconta la vita dei senza dimora e delle persone che non arrivano alla fine del mese e che vengono assistiti da Arca. «Il protagonista, Mauro, è una persona che gira in Arca da anni, prima ha orbitato al centro di via Mambretti ed è stato accolto nel “post-acute” (struttura sanitaria per la convalescenza dei senza dimora aperto al centro di via Mambretti), al momento viene assistito dalle unità di strada….» precisa Stefanizzi. «Non abbiamo voluto un attore, ma far vedere una storia vera, i vari momenti dell’aiuto che riusciamo a portare…».

Questo primo spot è un test per vedere se questo tipo di campagna funziona «su sei telefonate, due si concludono con una donazione» osserva la responsabile fundrairsing. Allo spot è legato anche un sito PovertàinItalia.it perché il messaggio che arriva dal video è che a fronte di 4 milioni di italiani poveri che conoscono la fame, i volontari di Progetto Arca lavorano per combatterla «Dona 9 euro al mese per tenere fame lontano da tutti» è l’invito ripetuto dalla voce guida. «L’obiettivo è quello di avere al fianco delle nostre tradizionali raccolte fondi, la prossima è nel weekend 15 – 16 ottobre, una donazione regolare. Tra un mese tireremo le somme e valuteremo se proseguire su questa strada», precisa Stafanizzi.

Non ci sono solo i senza dimora al centro dello spot ma anche anziani e famiglie che hanno perso la casa e che sono aiutati con i progetti di accoglienza in appartamento: al momento una cinquantina di persone (progetti mamma-bambino, Housing First, singoli e famiglie sfrattate).

Tra una settimana, il 17 ottobre è la giornata mondiale per la lotta alla povertà, mentre il freddo ha già iniziato a farsi sentire. «In questo periodo assistiamo alcune centinaia di persone: 180 dall’Unità di Strada e circa 150 nei centri di accoglienza (notturni e residenziali), ma tra poche settimane triplicheranno» precisa Alice Stefanizzi ricordando poi che a tutti questi, vanno aggiunti i cosiddetti migranti transitanti, un numero importante di persone che rischia di scivolare nella cerchia dei senza dimora «Milano cambia e cambiano anche i volti di chi non ha una casa». Fonte: http://www.vita.it/it/article/2016/10/10/uno-spot-innovativo-per-unitalia-senza-fame/141116/)

Antonietta Nembri

 

Famiglia

Una festa per la vita. La scuola agorà formativa

Giuseppe Adernò

Published

on

A Monreale il V CONVEGNO NAZIONALE DEL PARLAMENTO DELLA LEGALITÀ

Io non sol se le cose andranno meglio, quando andranno diversamente; ma una cosa è certa, dovranno andare diversamente”.  Questa espressione di George Christoph Lichtenberg guida il V convegno nazionale del Parlamento della Legalità Internazionale, che si volgerà a Monreale nei giorni 3 e 4 settembre,

Far andare le cose “diversamente” è l’impegno di ciascuno nel ricostruire il tessuto sociale lacerato dalle norme dettate dalla pandemia Covid-19, che ha modificato gli stili di vita relazionale, imponendo una prassi distanziamento fisico, ora diventato anche sociale, con le gravi conseguenze economiche, lavorative e di sviluppo sociale.

Il Parlamento della legalità, come afferma il presidente Nicolò Mannino,   aggrega giovani da ogni parte d’Italia e anche dell’Egitto. Il convegno si colloca appunto ad apertura del nuovo scolastico che, dopo l’intermezzo della didattica a distanza,  ripartirà con la didattica in presenza,  ed intende lanciare un messaggio di vita e di speranza, di gioia e di entusiasmo nel fare bene le cose ordinarie come se fossero straordinarie.

Le testimonianze di legalità vissuta di Magistrati, di rappresentanti delle Forze dell’Ordine, di Autorità civili e religiose, di familiari di vittime della mafia, costituiranno le piccole gocce che arricchiranno il mare della cultura della legalità, che a scuola si impara non solo sui libri, ma vivendola nel quotidiano, amplian do di orizzonti di servizio e di disponibilità verso gli altri, di accoglienza e di solidarietà nei confronti di chi soffre.

La trasversalità dell’Educazione Civica impegna, infatti, ad attivare progetti e iniziative formative come le “Ambasciate”, ciascuna con un valore guida specifico: la gioia, il sorriso, la fratellanza, il dono, la pace, il dialogo, la libertà, la resilienza, l’armonia.

In seno al Parlamento della legalità, con la collaborazione del vice presidente Salvo Sardisco, ne sono state attivate più di cinquanta e sono presenti in quasi tutte le Regioni d’Italia,

I veri protagonisti del convegno nazionale sono i bambini, i ragazzi sindaci, gli adolescenti e i giovani che agiscono a favore di una cultura della vita senza “ma” e senza “se “, i quali mettono in atto i principi della legalità nell’ordinarietà della vita e degli impegni quotidiani.

Nel corso del convegno sarà presentato il libro: ”Non li tradite sono innocenti: I giovani sanno ancora sognare ” casa editrice Ex Libris di Carlo Guidotti, nato proprio in casa Parlamento della Legalità Internazionale, dove i giovani sono i protagonisti indiscussi di un appello per la vita, come ben evidenzia  il Procuratore Capo della Procura Generale di Caltanissetta, Lia Sava, che ha arricchito il testo  con una meravigliosa riflessione ricca di incoraggiamento a vivere la bellezza della vita anche alla luce della fede.

Momento significativo del convegno, che ha ottenuto il Patrocinio della Presidenza del Consiglio, ed il logo di Palazzo Chigi, sarà la consegna dell’Oscar dell’Onestà personalità che si sono distante nei diversi settori della vita sociale e culturale

L’Onestà è, appunto, il valore base sul quale si fonda l’impegno sociale e civile che il cittadino mette a servizio degli altri e motiva il positivo contributo del singolo alla costruzione del “bene comune”.

Con una particolare attenzione pedagogica Don Bosco nel suo “metodo preventivo” enuncia la finalità di voler “formare buoni cristiani e onesti cittadini”

L’onestà, che Kant definisce “la miglior politica” , è il primo capitolo del libro della saggezza, il vestito più che bello che una persona possa indossare in ogni circostanza,  ed è la dote che  caratterizza il vero “uomo d’onore”.

Continue Reading

Cultura

“Scuola in presenza”, come prima più di prima

Giuseppe Adernò

Published

on

Verso la costruzione della scuola post-Coviv

Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha mantenuto la promessa ed il nuovo anno scolastico ripartirà “in presenza”. Si rinnova, ancora una volta, l’antico detto: “Adagio, avanti, quasi indietro”.

Riavviare le attività didattiche in presenza è come far respirare di nuovo quell’aria di “libera” di scuola che ci era apparsa in questo tempo come “impolverata” dalle molteplici formule di controlli e di precauzioni preventive del contagio Covid-19.

Adesso, ritornare tra i banchi anche se con le mascherine è segno d’incontro, di socialità, una differenza che interrompe la linea dura del “distanziamento” che doveva essere solo fisico, ma che con il perdurare del tempo, è risultato, invece, anche “sociale”.

La linea tracciata dal Governo Draghi punta dritto verso l’obiettivo di una scuola efficiente e attiva, capace di incidere positivamente sul percorso di formazione integrale e di un’educazione fondamentale per lo sviluppo psicologico e di strutturazione della personalità delle giovani generazioni.

La didattica in presenza, grazie alle interazioni e alle relazioni tra alunni e con i professori, potrà meglio aiutare a garantire efficacia all’autentica azione didattica, che va ben oltre la semplice trasmissione di saperi.

In alcune scuole, per la mancanza di aule e per il numero ancora elevato di alunni per classe, si dovrà continuare la didattica a distanza, a garanzia della sicurezza e della prevenzione dei rischi di contagio.

Le linee guida per il Piano Scuola, emanate dal Ministero e rinnovate anche alla luce dei decreti relativi al green pass, articolano le complesse realizzazioni attuative della vita scolastica ed in particolare dell’azione didattica, che si sostanzia delle competenze professionali dei docenti, capaci anche di “insegnare a scrivere dritto su righe storte”.

La mancata modifica dei criteri funzionali alla definizione dell’organico della scuola e la disomogenea organizzazione delle strutture rallentano, però, di fatto, la piena attuazione delle norme di prevenzione del contagio Covid-19 mediante il distanziamento e il tracciamento.

 Il Comitato Tecnico Scientifico ritiene fondamentale che il Personale docente e non docente, su tutto il territorio nazionale, assicuri piena partecipazione alla campagna vaccinale, non come “obbligo”, ma come “libera scelta responsabile” per il bene comune, contribuendo al raggiungimento di un’elevata copertura e alla ripresa in sicurezza delle attività scolastiche.

Unica certezza per il nuovo anno sono il green pass e le mascherine; mentre i sindacati lamentano la mancata assegnazione di nuovi fondi a la poca attenzione alla formazione del personale.

Le molteplici innovazioni metodologiche e didattiche sollecitano per il loro pieno e proficuo utilizzo un adeguato contingente di personale esperto e qualificato e l’aggiornamento auspicato ha appunto il raggiungimento di quest’obiettivo. Non si può vivere di rendita, né affidarsi alla buona volontà dei pochi generosi volontari che elaborano e realizzano progetti innovativi.

La crisi epocale tracciata dal Covid impegna la Scuola a saper cogliere ciò che è opportuno conservare del passato e quali nuovi passi intraprendere per consentire ai giovani di affrontare il futuro, da persone attive e competenti.

E’ necessario “costruire” la scuola del post Covid, facendo buon uso delle nuove tecnologie di comunicazione, senza per questo trascurare la relazione e i rapporti umani.

Per una ripartenza efficace serve l’aiuto di tutti“, afferma con chiarezza Suor Anna Monia Alfieri, ed è necessario costruire un ponte di continuità tra genitori preoccupati e ragazzi smarriti dopo mesi di didattica a distanza e modificato stile di vita e di relazione.

La curva della deprivazione culturale rischia di crescere, divenendo anticamera della miseria morale e materiale e rende questa giovane generazione ancor più impreparata ad affrontare nel prossimo futuro l’estinzione del debito contratto con l’Europa.

Sono dunque necessari al nostro Paese: un radicale cambiamento ed un progetto di rinascita, così da contrastare la povertà educativa, e colmare il divario fra il Nord e il Sud, ristabilendo le condizioni strutturali del Paese.

Le indicazioni ministeriali, le “linee guida”, costituiscono il binario da percorrere, ma qualcosa si deve pur muovere su questo binario ed in maniera rapida ed efficace.

I docenti, educatori sempre, accompagnino gli alunni verso il graduale sviluppo delle competenze e contribuiscano alla definizione del Profilo Educativo Culturale e Professionale, di cui ciascuno è titolare.

Gli studenti, dopo le esperienze vissute in prima persona, imparino a “saper scrivere dritto su righe storte”, guardando verso il loro futuro, che arriverà presto e con limitate possibilità di previsioni.

Giuseppe Adernò

Continue Reading

Eventi

I bambini de “Il Castello” e il progetto outdoor education

Giuseppe Adernò

Published

on

I novanta bambini della scuola dell’infanzia “Il Castello” hanno concluso le attività didattiche presentando ai genitori un’artistica recita presso il Teatro ABC di Catania .

Con grande emozione e soddisfazione la direttrice Martina Formosa ha consegnato ai bambini di cinque anni, che hanno completato il ciclo della scuola dell’Infanzia, l’attestato di merito per l’impegno e, con il tocco in testa, hanno coronato il primo tratto del percorso formativo, il più importante per la formazione della propria identità. Il sé e l’altro, il corpo in movimento  sono alcuni dei traguardi che i piccoli hanno conseguito con profitto e lode.

Con sullo sfondo eccezionali immagini, i piccoli hanno raccontato ai genitori come hanno trascorso il dramma della pandemia, la paura del Covid-19, la certezza che “andrà tutto bene” e poi ancora un sentito ringraziamento ai medici e agli infermieri, “eroi” nel garantire la salute.

Vestiti da piccoli infermieri con le tute protettive hanno rappresentato la lotta contro il virus ed hanno trasmesso positivi messaggi di difesa della natura, dell’ambiente, del mare, riducendo la plastica ed operando in un ambiente sereno e protetto.

Alla luce di questi valori è stato annunciato per il prossimo anno scolastico l’avvio di un nuovo progetto di scuola primaria green ad indirizzo internazionale nel nascente Istituto scolastico “John Dewey”  presso i locali della Fondazione Valdisavoia, nella collina verde di Cibali.

Si darà così  attuazione al progetto outdoor education che colloca il bambino nella natura per un apprendimento concreto, diretto, operativo e creativo, non trasmettendo il “già pensato”, ma “insegnando a pensare” e a potenziare “un pensiero intelligente”.

L’organizzazione prevede un tempo scuola prolungato dalle ore 8 del mattino alle ore 17 del pomeriggio, anche per venire incontro alle richieste dei genitori impegnati nel lavoro.

Con il prezioso apporto didattico di docenti madrelingua della “Yeschool”,  i bambini  svilupperanno abilità comunicative in lingua inglese, tedesco, spagnolo e nella classe quarta e quinta anche in lingua francese. Al termine del ciclo conseguiranno le certificazioni linguistiche secondo i livelli acquisiti.

Grande la soddisfazione dei genitori nel vedere i loro piccoli già “grandi” e portatori di messaggi e di valori sociali di libertà, dignità, riconoscenza, altruismo e generosità.

Continue Reading

In Tendenza