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Cultura

Il coronavirus fa saltare 7.400 spettacoli in una settimana

Enrico Alagna

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Persi 10,1 milioni

Filippo Fonsatti, presidente di Federvivo, spiega l’impatto devastante delle misure anti Covid-19 sul settore a avverte: “Ricaduta grave sulle sulle imprese, sulle compagnie e sulle istituzioni, ma gravissima sui lavoratori”

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“Abbiamo elaborato una stima, che ci pare cauta, basata su dati Siae, che indica una perdita in questa settimana di 10,1 milioni di euro al botteghino e la cancellazione di 7.400 spettacoli”. Sono i dati sulle conseguenze dell’emergenza Covid-19 sul mondo del teatro forniti da Filippo Fonsatti, direttore del Teatro Stabile di Torino e presidente di Federvivo, la federazione che all’interno dell’Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) racchiude tutti i comparti dello spettacolo dal vivo.

“La situazione – dichiara Fonsatti – è abbastanza drammatica. Le regioni del Nord Italia interessate al contagio e quindi alle ordinanze co-firmate dal ministro della Salute e dai governatori da sole rappresentano ben più della metà del mercato dello spettacolo dal vivo. La ricaduta è quindi numericamente molto significativa”. Un impatto negativo, spiega il presidente di Federvivo, che non riguarda solo le aree interessate ai provvedimenti di chiusura delle strutture, perché l’emergenza “è molto più ampia rispetto ai confini geografici delle regioni del Nord”.

“Ci sono due fattori da considerare”, prosegue Fonsatti. Il primo è che “i teatri delle regioni interessate in questo periodo ospitano tantissime produzioni e compagnie provenienti dal Centro e dal Sud. Faccio due esempi: a Torino questa settimana sarebbe andato in scena in un teatro Massimo Popolizio con ‘Un nemico del popolo’ e in un altro Ascanio Celestini con ‘Radio clandestina’, due spettacoli che arrivano dal Lazio. A Milano invece c’è un ‘Antigone’ del Teatro Stabile di Catania”. In secondo luogo “c’è una complicazione” dovuta allo stop previsto dai decreti legislativi a gite scolastiche e visite didattiche. “Stiamo cercando di capire se fino all’8 o al 15 marzo”. In ogni caso “tutte le scolaresche non potranno visitare i luoghi di spettacolo ben oltre le ordinanze che ad oggi vietano le attività teatrali, fino a sabato o domenica prossimi, al 29 febbraio o primo marzo”. “Questo significa – spiega ancora il presidente di Federvivo – che tutti i settori educational delle grandi istituzioni, dalla Scala in giù, ed anche e soprattutto tutti i soggetti, come compagnie, centri di produzione, si vedono sostanzialmente azzerare l’attività per un periodo ancora più lungo di quello che ha colpito gli altri teatri. La situazione è un bollettino di guerra”.

La perdita stimata di 10,1 milioni di euro al botteghino e la cancellazione di 7.400 spettacoli riguarda la settimana in corso, fino a domenica 1 marzo. Le ordinanze sono state emesse da tutte le grandi regioni del Nord, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, dalla Liguria alla Lombardia e all’Emilia Romagna. L’impatto economico oggi sembra circoscritto, ma “ciò che preoccupa – dice Fonsatti – è la prospettiva”, la “proiezione nel medio e lungo periodo, fino alla fine della stagione”. Ci sarà comunque una ricaduta negativa sul settore “anche in assenza di una proroga”. Un intervento pubblico è auspicabile.

“Occorrerà immediatamente, dopo la cessazione delle ordinanze, ripartire con una campagna di sensibilizzazione per rassicurare l’opinione pubblica in merito al fatto che i teatri e i luoghi di cultura in generale non presentino alcun rischio per gli spettatori”. A pagare le spese della crisi potrebbero essere soprattutto gli artisti e i tecnici. “La ricaduta – continua il presidente di Federvivo – è sicuramente grave sulle sulle imprese e sulle compagnie, sulle istituzioni grandi e piccole, ma è gravissima sui lavoratori. Non essendoci in questo comparto la cassa integrazione, rischiamo veramente che i costi più alti vengano pagati dagli artisti e dai tecnici impegnati nelle produzioni. La preoccupazione riguarda il comparto nel suo insieme, la tenuta delle contabilità aziendali ma anche e soprattutto della qualità della vita e del sostentamento degli artisti”.

Come rimedio allo stop delle attività non sempre una nuova programmazione degli spettacoli può bastare. “In alcuni casi non è possibile perché le sale teatrali sono programmate fino all’estate. ‘Un nemico del popolo’ non potrà essere ripreso perché abbiamo il Carignano programmato fino a fine luglio. Lo spettacolo di Celestini siamo riusciti a riprogrammarlo nella prima settimana di giugno. Lo sforzo è quello di salvare il salvabile, ma in molti casi non sarà possibile, perché spesso gli altri sono occupati in altre produzioni. Mettiamo in conto che in appello a fine stagione mancheranno parecchi borderò, quindi parecchie giornate lavorative, oneri, spettatori, incassi che non potranno essere rendicontati e che potranno penalizzare anche i soggetti interessati ai fini della assegnazione consuntiva del Fus”. Dunque, “oltre al danno materiale immediato, con mancato fatturato, si aggiunge l’eventuale potenziale penalizzazione ai fini della rendicontazione Fus”.

Ieri, con una una lettera inviata al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini, Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) e Federvivo hanno chiesto l’apertura di uno stato di crisi per il settore. “Auspichiamo – dice Fonsatti – che il ministro individui risorse integrative rispetto a quelle del Fus già stanziate nel 2020. Trattandosi di una situazione di crisi ci attendiamo che l’intero comparto non venga messo in ginocchio e che il governo faccia la sua parte”.

(Fonte: AGI)

Cultura

Giubileo 2025, un cammino di speranza

Giuseppe Adernò

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Dalla selezione di 294 bozzetti, pervenuti da 213 città e da 48 Paesi diversi la commissione pontificia, presieduta da Mons. Rino Fisichella  ha scelto il logo del Giubileo 2025..

Il logo, opera di Giacomo Travisani,  grafico pubblicitario, ora massaggiatore professionista del benessere  e direttore della Evolution Academy (Puglia, Camapania, Basilicata).  raffigura quattro figure stilizzate, a indicare l’umanità proveniente dai quattro angoli della terra. Una figura abbracciata all’altra, per richiamare la solidarietà e la fratellanza che unisce i popoli.

Il motto “Pellegrini di Speranza”  “Peregrinantes in Spem” dà vita al gesto dei fedeli abbracciati alla Croce che si prolunga in basso con il simbolo dell’ancora, sul moto ondoso del mare agitato della vita.

Ed è proprio l’àncora  “dinamica”, rivolta verso i fedeli, segno di speranza e di fermezza che  assicura il pellegrinaggio giubilare cae tiene unito il popolo di Dio in cammino verso  la meta comune,

Il logo ripropone le virtù teologali: a croce e l’ancora nel medesimo segno diventano sintesi dei valori della fede della speranza, mentre la carità si legge nell’abbraccio di fratellanza tra i popoli  e la simbologia dei  colori: l’amore (rosso), il calore umano (arancione), la pace e l’equilibrio ( verde), la sicurezza e la protezione (blu)

Il Giubileo costituisce una tappa storica ed un segno privilegiato di preghiera e penitenza, di pellegrinaggio, di rivisitazione e incontro con i valori delle cristianità.

Come ha raccomandato Papa Francesco è necessario per il 2023 un cammino di preparazione all’evento giubilare, rivisitando i temi fondamentali delle quattro Costituzioni conciliari perché «la Chiesa possa respirare di nuovo del profondo e attuale insegnamento prodotto dal Vaticano II» e per il 2024 un anno di preghiera che accompagni il “cammino sinodale”.

Mons Fisichella ha sottolineato che il Giubileo «non può esimersi dall’entrare» nella cultura digitale, in cui sono immersi soprattutto i più giovani. E per questo «si dovrà consentire a milioni di utenti di diventare pellegrini anche attraverso il digitale e muoversi per i cammini cogliendo la bellezza e la sacralità del momento attraverso la ricezione di notizie che mentre consente di fare memoria di secoli di storia obbliga comunque a rimanere radicati al presente con l’impegno che questo richiede». 

I grandi eventi giubilari coinvolgeranno: “famiglie, bambini, giovani, movimenti e associazioni, anziani, nonni, disabili, sport, malati e sanitari, università, mondo del lavoro, cori e corali, confraternite, sacerdoti, persone consacrate, cattolici orientali, catechisti, poveri, carcerati».

Il giubileo sollecita tutti, ‘Pellegrini di Speranza’, portatori di paure e di incertezze per i drammi sociali incombenti, ma con il desiderio di ritrovare nell’abbraccio della croce  la forza per continuare il cammino.

Giuseppe Adernò

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Cultura

I ragazzi sindaci in trasferta a San Marino per il festival

Giuseppe Adernò

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I RAGAZZI SINDACI A SAN MARINO  e al FESTIVAL DELL’INNOVAZIONE DIGITALE  E SOCIALE  alla fiera di Rimini

Con grande solennità la delegazione dei Ragazzi Sindaci della Sicilia e del Veneto sono stati accolti nella grande sala del Consiglio dai Capitani Reggenti della Repubblica San Marino , Oscar Mina e Paolo Rondelli, i  quali hanno rivolto parole di apprezzamento per il progetto di Educazione Civica che rende i ragazzi protagonisti di democrazia e di partecipazione attiva nella “scuola-piccola città”.

La coincidenza della data dell’incontro nel giorno della festa de Corpus Domini, con la partecipazione della banda municipale, della gendarmeria in alta uniforme e della solenne benedizione Eucaristica  ha reso ancor più esaltante la visita alla città di  San Marino, che proprio quel giorno ha ospitato la tappa della gara Mille miglia, con un festante corteo di bandiere e di colori.

I Capitani Reggenti hanno molto gradito gli omaggi che i ragazzi sindaci hanno presentato a nome dei comuni di Catania, Nicolosi, Misterbianco, Tremestieri e Sant’Agata Li Battiati e del Comune di Zevio, in provincia di Verona con la partecipazione della Sindaco neo eletta, Paola Conti.

In onore della compatrona S. Agata è stata aperta agli ospiti siciliani la cappella dedicata alla Martire catanese che  tradizionalmente si apre il 5 febbraio, giorno della festa.

L’elegante confezione di artistici francobolli donati dai Capitani Reggenti è stata poi consegnata ai rispettivi sindaci come prezioso ricordo della visita istituzionale.

La delegazione ha partecipato a Rimini al “Festival internazionale sull’innovazione digitale e sociale- We Make Future” portando anche l’esperienza innovativa  di Educazione Civica applicata mediante il Consiglio Comunale dei Ragazzi, progetto che il prossimo anno compirà trent’anni.

Gaia di Fatti, Pietro Todeschini, Lorenzo Zambon di Zevio e Carla Longo di Tremestieri Etneo, hanno presentato i progetti  promossi e realizzati a scuola dal Consiglio comunale dei Ragazzi.

L’incontro con gli esperti della Polizia postale sui rischi delle chat con le relative richieste di denaro come riscatto e la minaccia di mettere in circolazione immagini e notizie personali, ha ulteriormente fatto comprendere la necessità di un corretto uso delle tecnologie e dei social.

La visita degli stand affollati di visitatori e ricchi di proposte tecnologiche innovative, di startup a impatto sociale, le molteplici innovazioni della robotica e la performance del robot umanoide “Sophia” hanno offerto ai ragazzi lo sconfinato universo della digitalizzazione e l’impegno ad un corretto uso dei social nella “costruzione del futuro”.

Il valore educativo della “cittadinanza digitale”, terzo pilastro dell’Educazione Civica insieme alla Costituzione e allo Sviluppo sostenibile, nel festival di Rimini ha avuto una splendida vetrina, a supporto degli obiettivi dell’Agenda 2030.

I 23 partecipanti all’esperienza didattica e formativa, promossa e coordinata dal preside Giuseppe Adernò, nel programma delle tre giornate hanno avuto anche l’opportunità di fruire di una speciale lezione di Geografia nel parco dell’Italia in miniatura a Rimini   e di Storia medievale presso il Castello di Gradara, rileggendo il racconto dantesco di Paolo e Francesca.

Carichi di entusiasmo i ragazzi partecipanti e i docenti accompagnatori, hanno raccolto il plauso dei genitori, lieti di offrire ai figli un significativo regalo per la promozione conseguita a scuola.

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Cultura

Incontro sull’educazione civica a Catania

Giuseppe Adernò

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L’EDUCAZIONE CIVICA è NATA A CATANIA, una targa ricordo al Castello Ursino

Visitando le sale del Museo civico del Castello Ursino i turisti leggeranno una targa con la scritta In queste sale nei giorni 9,10,11 febbraio 1957 è stato celebrato il XXXVI Convegno nazionale dell’UCIIM sul tema: “Il problema dell’Educazione dei giovani alle virtù civiche e alla democrazia

Gli atti e le relazioni del Convegno hanno dato origine all’introduzione dell’insegnamento dell’EDUCAZIONE CIVICA  negli Istituti e Scuole d’Istruzione Secondaria e Artistica  

DPR 585 -13 giugno 1958 –   Ministro dell’Istruzione On. Aldo Moro”

Sono trascorsi 65 anni dal 1957, quando l’UCIIM  (Unione Cattolica degli Insegnanti) ha celebrato  a Catania, presso il Castello Ursino, il  XXXVI convegno nazionale  sul tema “ Il problema dell’educazione dei giovani alle virtù civiche e alla democrazia”.

Gli atti del convegno e il materiale prodotto, portati a Roma, studiati e rielaborati da una commissione ministeriale, hanno predisposto il DPR 585, che il 13 giugno nel 1958, a dieci anni dalla Carta Costituzionale, il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e il Ministro dell’Istruzione Aldo Moro, hanno firmato, introducendo l’insegnamento dell’Educazione Civica nelle scuole di ogni ordine e grado con la formula: “ I programmi d’insegnamento della Storia, in vigore negli Istituti e Scuole d’istruzione secondaria e artistica, sono integrati con quelli dell’Educazione Civica”.

Lunedi 13 giugno, nella data che ricorda il DPR 585   è stata collocata al Castello Ursino una targa che ricorda l’evento, rendendolo “culla” dell’Educazione Civica che, dopo un travagliato cammino di leggi, decreti, linee guida, cambiando sette volte nome e ministri, è tornata con il nome originario di “Educazione Civica” con una dimensione trasversale agli insegnamenti disciplinari.

L’assessore comunale alla scuola e alla Cultura, Cinzia Torrisi. ha svelato la targa insieme alla ragazza sindaco, Giordana Blandini,  all’ambasciatore alla fratellanza della scuola di Piano Tavola, alla presidente dell’UCIIM, Maria Antonietta Baiamonte e al preside Giuseppe Adernò, promotore dell’iniziativa.

Nel corso del convegno sul tema “Ben tornata Educazione Civica!” , coordinato dalla presidente Baiamonte, sono intervenuti l’assessore Cinzia Torrisi, i docenti universitari Renato D’Amico, promotore della Biennale della cittadinanza e Alessio Annino della Facoltà di Scienze Politiche; il coordinatore della Rete Civica della salute, Pieremilio Vasta e la segretaria del SIESC, Rosa Maria Falà

Nella sua relazione il preside Adernò  ha  percorso l’iter storico dell’Educazione Civica  e gli indirizzi di sette ministri, fino all’approvazione della Legge 92/2019,  ed ha evidenziato la necessità non solo di svolgere le 33 ore di insegnamento  di Educazione Civica, previste dalla normativa, ma di far maturare negli studenti un vero senso civico ed è stato opportunamente proposto di attivare il “Portfolio delle competenze di cittadinanza”, al fine di consentire ad ogni studente un’autovalutazione degli apprendimenti acquisiti e delle opportune modifiche dei comportamenti sociali e civili.

Nel presentare la specificità formativa ed educativa del SIESC (Segretariato Internazionale degli Insegnanti Secondari Cattolici,) che collega i docenti a livello europeo,  Rosa Maria Falà , ha illustrato le tematiche annuali  delle “rencontre”  arricchite dalle testimonianze delle Professoresse Enza Grecuzzo di Mascalucia e Nella Barbera di Milazzo.

Una particolare attenzione è stata riservata ai trenta docenti  siciliani che l’11 maggio a Firenze sono stati nominati “Ambasciatori Erasmus+scuola” impegnati nell’attività di scambi culturali Erasmus con studenti e docenti delle scuole europee.

Hanno presenziato all’incontro i professori “Ambasciatori” : Irene Confalone di San Giovanni La Punta, Salvo Di Stefano di Scordia, Rosa Maria Falà di Piano Tavola;  Rosaria Di Corrado di Enna

Molto puntuali e diretti sono stati gli interventi dei ragazzi sindaci: Giordana Blandini,- Istituto “Deledda” di Catania; Carla Longo – “De Amicis” di Tremestieri e Flavia Distefano –“Gabelli” di Misterbianco;  dell’ex sindaco dei ragazzi della “Pluchinotta” di S. Agata Li Battiati, Giuseppe Testa e del rappresentante degli studenti del Liceo “Spedalieri” Francesco Cavallaro.

Le loro considerazioni hanno rinforzato e testimoniato l’importanza dell’Educazione Civica per la formazione culturale e sociale.

Le tre macroaree: “Costituzione: Sviluppo sostenibile; Cittadinanza digitale”, indicate dalle Linee guida, investono, infatti, i saperi disciplinari, le regole di convivenza civile, il patto educativo di responsabilità, il corretto uso delle nuove tecnologie e tutto ciò contribuisce alla formazione dello studente, persona, cittadino.

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