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InSalute (Dott.E.Alagna)

4 minorenni positivi al virus: come riconoscerlo nei bambini

Enrico Alagna

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Lombardia: quattro minorenni tra i 259 contagiati dal coronavirus

Il governatore Attilio Fontana e l’assessore Giulio Gallera confermano il contagio di una bimba di 4 anni di Castiglione d’Adda, comune che si trova nella zona rossa, ma anche di due bambini di 10 anni e di un ragazzo di 15: nessuno è grave, due sono già stati dimessi.

Martedì i casi di coronavirus in Italia hanno superato i confini del Nord e ci sono state nuove vittime, tutte già con altre patologie. I contagi – che hanno superato quota 320 e portato anche a 11 vittime (tutte con precedenti patologie) – per ora sono però riconducibili al Lodigiano e la Lombardia rimane appunto l’area più colpita. Seguita dal Veneto, dove il numero di casi positivi è salito a 58.

Il premier Giuseppe Conte intanto chiede di fidarsi delle misure messe in atto dal governo: “Il panico è una reazione del tutto ingiustificata che compromette la complessiva efficienza del sistema”. E sottolinea come questo sia “il momento della coesione e dell’unità nazionale, non della polemica“. Nel frattempo il governo ha predisposto una nuova ordinanza, riguardante le Regioni non direttamente interessate dai focolai in corso, per avere una risposta omogenea e non sproporzionato a livello nazionale. Per questo, intervistato dal Corriere della Sera, il premier ribadisce l’importanza di “un atteggiamento responsabile, ispirato a collaborazione e professionalità” da parte delle Regioni e di “tutte le forze politiche“.

La scuola 

A rassicurare gli studenti è invece la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che rassicura: “Non c’è nessun rischio che i nostri studenti perdano l’anno“. Parlando a Radio 24, Azzolina ha fatto riferimento alla normativa che stabilisce che “al ricorrere di situazioni imprevedibili è fatta salva la validità dell’anno scolastico”. “Le scuole nella loro autonomia scolastica potrebbero anche prevedere di allungare l’anno ma non sarà necessario perché abbiamo attivato una task force per garantire la didattica a distanza“, ha aggiunto la ministra. Che ha parlato anche delle gite scolastiche annullate: “I genitori verranno rimborsati“.

 

Emergenza Coronavirus

I pediatri di famiglia tornano a tranquillizzare le famiglie degli assistiti sull’infezione da Coronavirus. 
I rarissimi segnali indicativi di possibile gravità da monitorare in un bambino con qualsiasi infezione delle vie respiratorie (influenza stagionale compresa) sono i seguenti:

  1. Importante difficoltà del bambino nel respirare (anche quando è a riposo)
  2. Frequenza Respiratoria (numero di respiri eseguiti in un minuto) elevata rispetto all’età
  3. Grave abbattimento e/o scarsa reattività anche quando è sfebbrato
  4. Stato di coscienza alterato (il bambino non riesce a rispondere in modo corretto agli stimoli)

 

(Fonte: AGI e FIMP)

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Fratel Biagio: “Viva Santa Rosalia! Mi incoraggia tantissimo a vivere da eremita”

Enrico Alagna

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Oggi 4 settembre 2021 si ricorda una preziosa santa, Santa Rosalia patrona di Palermo. Santa Rosalia amante della vita, dell’eremitaggio e del silenzio, ha accolto e amato il buon Dio pregando Gesù Cristo nella vita terrena per il bene della città di Palermo e per tutta l’umanità.
Fratel Biagio, fondatore della Missione Speranza e Carità di Palermo che ospita circa 400 persone in difficoltà, fa sapere dall’eremitaggio che apprezza il coraggio e la scelta di Santa Rosalia, la sente vicina e lo incoraggia tantissimo, sin da quando ha sentito la chiamata del Buon Dio. Lo sentiamo e ci svela un segreto: “i colori della bandiera rosa-nero della città di Palermo rappresentano, nel rosa, Santa Rosalia e nel colore nero San Benedetto il moro, compatrono di Palermo, che veniva dall’Africa”.

Ci dice che “adesso per il tanto male che stiamo producendo e alimentando e per avere messo tristemente da parte e nel dimenticatoio il nostro Dio e il nostro prossimo” si è ritirato e rifugiato a vita da eremita. Da 56 giorni, infatti, Biagio si trova in una grotta in montagna nel palermitano, per contrastare così tutto questo malessere con la preghiera, la penitenza e il digiuno (solo pane e acqua) invocando fortemente il buon Dio, il buon Gesù, Maria, San Giuseppe, Santa Rosalia, Santo Benedetto il Moro, il Beato Padre Pino Puglisi, San Giacomo Cusmano e tutti i santi e le sante di Dio: “Chè il buon Dio ci liberi da tutti i nostri errori e i nostri peccati, donandoci la sua misericordia, il perdono e la salvezza per la città di Palermo e per il mondo intero. Chiederò al buon Dio di proteggere tutta la Santa Chiesa, Papa Francesco e il nostro Arcivescovo Corrado, il nostro Sindaco Leoluca, il Comune e tutti i cittadini di Palermo, il nostro Prefetto Giuseppe, i giudici, le forze dell’ordine, la sanità, le associazioni e le professioni”.

Fratel Biagio prega il buon Dio di proteggere tutti i popoli e i capi di Stato, prega per il nostro Capo di Stato Sergio Mattarella, per il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci affinché proclamino la vera pace e la vera giustizia. Prega il buon Dio affinché protegga tutte le religioni e i non credenti, affinché mantengano sempre più il dialogo aperto, la fratellanza e la pace. “Prego il buon Dio affinché protegga i ricchi e i meno ricchi perché possano soccorrere e aiutare i più poveri e abbandonati. Prego il buon Dio affinché protegga anche il paese di Santo Stefano Quisquina (Agrigento), di cui Santa Rosalia è anche Patrona”.

“Carissimi fratelli e sorelle non posso nascondere e contenere la mia grande devozione a Santa Rosalia per avere testimoniato la vera fede, la speranza e la carità. Ha avuto il coraggio di rinunciare ai beni materiali rifiutando il male e le ingiustizie e di recarsi da pellegrina fino Santo Stefano Quisquina (Agrigento), in contrada Realtavilla, sul Monte delle Rose; dopo una breve esperienza religiosa si ritira da eremita nel bosco della Quisquina presso una piccola cavità carsica e dopo un lungo periodo di eremitaggio torna a Palermo dove incontra e rincuora i suoi genitori. Ma nel suo cuore continua a sentire la vita di eremita e nel silenzio si reca a piedi nel Monte Pellegrino, dove si rifugia in una grotta in preghiera, penitenza e digiuno, per il bene di Palermo e di tutta la società, luogo dove poi muore. Dopo il ritrovamento dei resti di Rosalia, quando era Arcivescovo di Palermo Giannettino Doria, viene proclamata patrona di Palermo dal Senato della città e dal volere popolare (Viva Santa Rosalia)”.

Grazie al buon Gesù – Fratel Biagio racconta la sua conversione – sente di lasciare tutto e tutti il 5 maggio 1990 a 26 anni. Staccandosi da una società schiacciata dalle ingiustizie, dal materialismo e dal consumismo, lascia la città di Palermo e da pellegrino si reca all’interno delle montagne della Sicilia, raggiunge una località chiamata Valle del Tufo tra Enna e Catania nei vicini paesi di Raddusa, Aidone e Val Guarnera dove vive un lungo periodo di eremitaggio. Sente nel cuore di riprendere il pellegrinaggio e a piedi si reca ad Assisi da San Francesco e dopo una profonda esperienza spirituale ritorna a Palermo per salutare e rincuorare i suoi genitori. Ma dopo un breve incontro, va a vivere alla Stazione Centrale di Palermo per aiutare e confortare sotti portici i senza tetto della città che la società chiama barboni, alcolisti, sfrattati, disoccupati, ex detenuti e immigrati. E ogni volta che la burocrazia e il sistema lo ostacolano e lo fanno scoraggiare, Lui si ritira in preghiera nelle montagne e nelle grotte attorno a Palermo.

 

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Fratel Biagio Toglie il disturbo staccandosi da tutti rimanendo in montagna”

Enrico Alagna

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Fratel Biagio: ‘’Una sola speranza, tornare al Buon Dio e al nostro prossimo, mettendoci tutti in preghiera e digiuno e tutti insieme costruire un mondo di vera giustizia e di vera pace”.

Dopo 40 giorni di digiuno, passati in preghiera per tutti i popoli, i disagiati, gli emarginati e i nuovi profughi, Fratel Biagio, con voce fioca, si rivolge alla società civile: “Siamo diventati responsabili e fautori nel produrre nuove povertà, nuove emarginazioni, disagi mentali, depressioni, suicidi e nuovi senza tetto e profughi lasciati alla deriva. E’ chiaro che chi parla con questi toni non sempre è gradito, per questo toglierò il disturbo, cercando di non essere più assillante e invadente, come pensa una parte di questa malata società; ma un giorno la verità verrà a galla. Sento di ritirarmi in montagna e nel silenzio finendo e portando a termine gli ultimi giorni che il Buon Dio mi ha concesso in questa travagliata vita terrena. Sarò immerso nella preghiera, nella penitenza e nel digiuno, solo pane e acqua, contrastando così l’escalation del male, il proliferare della immoralità , delle ingiustizie e delle violenze in tutte le città e in tutti i paesi del mondo.

Ma c’è ancora una speranza: per rispondere e vincere tutto questo malessere, compreso il “covid” di cui siamo pure noi responsabili, dobbiamo tutti insieme unirci, ricchi, meno ricchi e poveri in preghiera, in penitenza e digiuno: solo così il buon Dio potrà liberarci e salvarci da tutti i nostri peccati, dai nostri errori, dai nostri vizi, dal nostro orgoglio e dal nostro io.

E’ doveroso ritornare al Buon Dio e al nostro prossimo, per ricostruire tutti insieme un mondo di vera giustizia e di vera pace.

Non posso più accettare una società in cui domina l’immoralità: non abbiamo più rispetto e tutela del nostro corpo e degli altri. Non abbiamo più rispetto per i luoghi sacri: si entra, si partecipa e si esce dalle chiese come se fosse un teatro, una passerella di moda, come in una spiaggia o un monumento turistico, fotografandosi dentro e fuori.

Anche quando si celebra un matrimonio, un battesimo, una comunione, una cresima, non c’è più contenimento nel vestire e ci si sveste sempre più fin sull’altare. Siamo diventati persone insensibili, ribelli e disobbedienti, nemici del bene e amanti del male. Siamo tutti responsabili di questo “mal vivere”, il male che produciamo e acconsentiamo è come un boomerang, ritorna male a noi stessi e alla nostra società, lo stiamo vivendo e subendo ogni giorno.

Adesso basta. Con tutto questo mal di vivere abbiamo alterato e trasformato l’essere umano in oggetto – usa e getta-, ci usiamo e ci gettiamo, siamo diventati spazzatura, come fotocopie. Calpestiamo la vita, il ruolo di uomo e di donna, stravolgiamo e offendiamo i sessi e la dignità e il rispetto degli uomini e delle donne.

Attenzione perché stiamo producendo dei nuovi idoli, terribili mostri, violenze su violenze, atroci omicidi e sopraffazioni, fra non molto ci sbraneremo gli uni con gli altri. Sono a rischio tanti giovani e meno giovani, le famiglie di ogni settore sociale, scolastico e professionale, sono a rischio anche le istituzioni, anche i religiosi e le religiose.

Il male, cioè satana, entra per colpire e dividere la Santa Chiesa, le varie religioni, i non credenti, le istituzioni, le professioni e i vari popoli, mettendo contro tutto e tutti, anche popoli contro altri popoli.

Attenzione abbiamo stravolto anche il clima e tutto il pianeta terra.
Parlo in questo modo perché amo profondamente e rispetto la Santa Chiesa, le varie religioni, i non credenti, le istituzioni, le professioni, tutti i popoli e anche chi non mi comprende”

Pace e Speranza
Fratel Biagio
piccolo servo inutile

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Vaccino Covid, Israele: terza dose per gli over 60

Enrico Alagna

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In Italia cresce ancora l’Rt attestandosi attorno a 1,57; l’Rt descrive il tasso di contagiosità del coronavirus Sars-CoV-2 dopo l’applicazione delle misure anti Covid. In Israele invece, assistiamo all’annuncio televisivo del Premier Naftali Bennett che apre le porte da Domenica alle terze dosi per le persone di età superiore ai 60 anni.

 

Israele ha puntato soprattutto sul vaccino Pfizer, nel panorama caratterizzato dalla variante Delta diventa così il primo paese al mondo a varare la terza dose nel ciclo di vaccinazione. “Chiamate i vostri genitori e i vostri nonni, assicuratevi che ricevano la terza dose”, le parole del premier. “La realtà dimostra che i vaccini sono sani e dimostra che proteggono dalla forma grave della malattia e dalla morte. In questo caso vale ciò che accade per il vaccino contro l’influenza, che va rifatto di volta in volta”, aggiunge.

In Israele, la terza dose verrà somministrata agli over 60 che abbiano ricevuto la seconda dose almeno 5 mesi fa: “Darà al vostro organismo una protezione fortissima. Fate la terza dose, prendetevi cura di voi e dei vostri cari”, dice il premier. Il presidente Isaac Herzog, riferisce il quotidiano Haaretz, riceverà la terza dose già questa mattina, con 2 giorni d’anticipo rispetto all’apertura della campagna. “c’è una gara tra i vaccini e la pandemia”, dice il primo ministro, evidenziando la necessità di aumentare il numero dei vaccinati per evitare nuove restrizioni. La svolta arriva poche ore dopo il parere degli esperti che hanno raccomandato la somministrazione della terza dose per le fasce più anziane della popolazione. Solo oggi, però, è stato definito il limite dei 60 anni.

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