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Paolo De Marco, bloccato in Colombia, tornerà presto a casa.

Enrico Alagna
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Ha suscitato preoccupazione la storia del marsalese Paolo De Marco, bloccato in Colombia da parecchio tempo, per via dell’emergenza coronavirus. Paolo si trova in Sud America da circa 7 mesi. Aveva previsto di rientrare il 4 aprile scorso, ma la compagnia aerea che avrebbe dovuto effettuare la tratta da Bogotà a Palermo era Air Italy che è fallita qualche mese fa, dopo che Paolo aveva acquistato il biglietto. Risultato, nessun rimborso.

Paolo ha continuato a spostarsi in Colombia per lunghe settimane: ha prima raggiunto Riohacha, poi Santa Marta dove ha trovato la possibilità di fare volontariato in un Ostello. Ha deciso di abbandonare questo luogo poco dopo a causa delle precarie condizioni igieniche. Si è quindi recato presso il paesino di Taganga, dove è stato ospitato da chi ha letto un suo annuncio su internet.

A Taganga, però, vi sono stati dei saccheggi per via dell’emergenza coronavirus. Il 7 aprile scorso Paolo fornisce, dunque, i suoi dati all’ambasciata Italiana di Bogotà che prontamente gli risponde fornendogli delle informazioni su come muoversi e cosa dover fare.

Giorno 13 aprile, finalmente l’Ambasciata gli comunica la possibilità di prendere un volo umanitario con destinazione Bruxelles ma avrebbe dovuto acquistare un biglietto di uscita dal Belgio altrimenti non avrebbero potuto prendere quel volo. Paolo si mette in viaggio, dunque, da Taganga a Bogotà con la speranza di poter presto riabbracciare i suoi cari, in compagnia di altri due italiani, viaggio durato circa 20 ore.

Essendo un volo umanitario, i posti si sono ben presto esauriti e Paolo, ahimè, è rimasto a terra, avendo anche perso il volo che da Bruxelles lo avrebbe condotto in Italia. Paolo decide dunque di rendersi portavoce degli italiani bloccati all’estero, attivandosi con l’ambasciata e cercando di proporre soluzioni.

Ieri la buona notizia: abbiamo sentito Paolo nel pomeriggio, il quale ci ha confermato che giorno 28 aprile lascerà la Colombia alla volta dell’Italia.

 

Paolo è riuscito, con i soldi raccolti attraverso un’azione di fundraising avviata su Facebook, ad acquistare un volo che da Bogotà lo condurrà a Roma attraverso l’Ecuador. Viaggio non facile che durerà circa 36 ore. Giungerà in Italia, insieme ad altre 100 persone, giorno 29 aprile. Potrà finalmente riabbracciare i suoi cari e tutte le persone che lo hanno sostenuto, potrà finalmente rasserenarsi.

Buon viaggio, Paolo, ci vediamo a casa!

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