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InSalute (Dott.E.Alagna)

Record di contagi e guariti. I numeri sul Coronavirus

Enrico Alagna

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Aggiornati i dati sulla diffusione del Covid-19: in un giorno 587 positivi.

Ieri guarite 116 persone, il 72,5% in più

Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, durante la conferenza stampa dedicata all’aggiornamento sui nuovi contagi da coronavirus, ha fornito nuovi numeri sullo stato della diffusione dell’epidemia in Italia. In base alle ultime informazioni, attualmente, nel Paese, sono 276 le persone guarite dal Covid-19, mentre i nuovi deceduti registrati oggi sarebbero complessivamente 28 (17 in Lombardia, 5 in Emilia-Romagna, 2 nelle Marche, 3 in Veneto e uno in Puglia), portando il totale a 107.

Quanti sono i malati

Il numero totale di contagiati, passa dai 2.036 malati di lunedì ai 2.502 di martedì, fino ad arrivare a 3.089 di ieri. La concentrazione maggiore è nel focolaio in Lombardia, con 1.820 casi e 73 deceduti (circa il 70% del totale). Segue, poi, l’Emilia Romagna con 544 casi e 22 decessi, il Veneto con 360 casi e 6 decessi. Cresce anche, in proporzione, il numero dei pazienti guariti: il 2 marzo erano 149, il 3 marzo sono cresciuti di 11 unità e ieri sono aumentati, con 116 persone.

I numeri

La percentuale dei morti, in Italia, fra le persone che sono risultate positive è del 3,47%, mentre quello dei guariti è del 8,94%. Soltanto oggi, infatti, i guariti dalla malattia sono 116. Nel corso del bollettino delle ore 18 sulla diffusione del nuovo virus in Italia, Borrelli ha poi chiarito nel dettaglio il numero dei guariti regione per regione: 250 persone in Lombardia, 6 in Emilia Romagna, 9 in Veneto, 4 in Liguria, una in Toscana, 3 nel Lazio, una in puglia e 2 in Sicilia.

Le valutazioni sulla zona rossa

Durante la conferenza stampa, dedicata all’aggiornamento dei nuovi casi, Borrelli ha spiegato che il Paese dovrà abituarsi a “eventuali misure nuove e diverse da quelle pregresse” e ha chiarito: “Tutto dipenderà dalla situazione nella quale ci troviamo”.

“Da evitare baci e abbracci”

Il capo della Protezione civile, nel corso dell’aggiornamento, ha anche fornito alcune indicazioni ai soggetti più fragili: “Credo che, in questa situazione, in cui c’è una trasmissione del virus, è consigliabile per le persone fragili e che hanno un’età adulta di contenere al massimo le uscite, le occasioni di contatto e frequentazioni di persone“. E ha aggiunto: “Da evitare, allo stesso modo, le strette di mano, i baci e gli abbracci. Sono cautele da adottare per evitare di diffondere il contagio“.

Il piano del governo

Intanto è pronto il piano del governo per aumentare i posti di terapia intensiva sul territorio, delineato in una circolare del ministero della Salute. In base ai dati forniti, si prevede, infatti, un incremento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% nelle unità di pneumologia e malattie infettive. È prevista la “rimodulazione locale delle attività ospedaliere” ed è “necessario redistribuire il personale sanitario per l’assistenza, con un percorso formativo ‘rapido’, qualificante per il supporto respiratorio per infermieri e medici”.

“In questo momento siamo concentrati per adottare tutte le misure per ottenere un effetto o di contenimento del virus o di ritardo della diffusione”, ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Che ha aggiunto: “Abbiamo un sistema sanitario che, per quanto eccellente ed efficiente rischia di andare in sovraccarico”. E ancora: “Non dobbiamo stravolgere le nostre abitudini. Dobbiamo lavare le mani spesso e tossire nel fazzoletto o nella piega del gomito. Manteniamo un metro di distanza nei contatti sociali. Evitiamo abbracci, strette di mano, luoghi affollati. Chiederemo all’Ue tutta la flessibilità di bilancio di cui ci sarà bisogno per sostenere le nostre famiglie, le nostre imprese. L’Europa dovrà venirci e sostenere il nostro sforzo”.

Scuole chiuse

L’esecutivo ha preso la decisione di chiudere “in via prudenziale” scuola e università in tutta Italia da domani al 15 marzo. In particolare, strutture e atenei saranno chiusi anche al personale amministrativo nelle zone rosse, mentre nel resto d’Italia saranno sospese soltanto le lezioni.

(Fonte: Ministero della Salute)

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Lisa Clark candida il corpo sanitario italiano al Nobel per la Pace

Enrico Alagna

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Una bella notizia è arrivata da Oslo
I medici, infermieri e operatori sanitari italiani sono stati ufficialmente candidati al Premio Nobel per la Pace 2021 per il loro straordinario impegno e sacrificio in prima linea nel fronteggiare il Covid-19.
La proposta è stata lanciata dalla Fondazione Gorbachev che, a un anno dall’inizio della pandemia, vorrebbe vedere l’alto riconoscimento conferito ai “medici, infermieri, farmacisti, psicologi, fisioterapisti, biologi, tecnici, operatori civili e militari tutti, che hanno affrontato in situazioni spesso drammatiche e proibitive l’emergenza COVID 19 con straordinaria abnegazione, molti dei quali sacrificando la propria vita per preservare quella degli altri e per contenere la diffusione della pandemia”.
Da Oslo è arrivato il via libera a quello che, comunque andrà a finire, è il più importante riconoscimento dell’immenso lavoro svolto da queste donne e questi uomini in uno dei momenti più tragici della storia recente per salvare le nostre vite, spesso a rischio e a costo delle proprie.
“Alla base della richiesta di candidatura – si legge – c’è il fatto che il personale sanitario italiano è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, in cui ha fatto ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra lottando in trincea per salvare vite e, non di rado, perdendo la propria.”
Inoltre , proprio come previsto dal protocollo di candidatura, la proposta è stata anche ufficialmente sottoscritta da un Nobel per la Pace, l’americana Lisa Clark, che ha prestato attività di assistenza volontaria durante l’epidemia ed attualmente vive in Toscana. Co-presidente dell’International Peace Bureau, Clark ha ricevuto l‘onorificenza nel 2017.
“Ho candidato il corpo sanitario italiano al premio Nobel per la Pace”, ha spiegato, “poiché la sua abnegazione è stata commovente. Qualcosa di simile a un libro delle favole, da decenni non si vedeva niente del genere. Il personale sanitario non ha più pensato a sé stesso ma a cosa poteva fare per gli altri con le proprie competenze. La pace non è solo assenza di guerra, non basta che nessuno spari. Pace significa anche solidarietà, rispetto della dignità delle persone. Ed è quello che è successo un anno fa in Italia con l’arrivo della pandemia. Per questo ho deciso di candidare il corpo sanitario italiano al premio Nobel per la Pace. Anche se ora qualcosa si è spezzato.”
Lisa Clark, statunitense di nascita, fiorentina d’adozione, da una vita impegnata contro le guerre nel mondo, ha formalizzato la candidatura all’Accademia di Svezia di medici, infermieri, operatori sanitari, militari, volontari italiani, impegnati sul campo durante la prima ondata del Covid. Lo ha potuto fare in quanto presidente dell’International Peace Bureau, che è stato a sua volta insignito del Nobel nel 1910. E lei stessa, a 71 anni, per dare una mano, si è messa al volante delle ambulanze della Croce Rossa di Bagno a Ripoli, come volontaria.
«L’Italia, dopo la Cina, è stato il primo grande Paese ad essere colpito dalla pandemia, ma ha reagito in modo diverso dagli altri. Non solo i professionisti, i medici, gli infermieri in prima linea, ma tutti gli operatori sanitari, i militari che trasportavano le bare da Bergamo, i volontari si sono fatti in quattro per dare un contributo, per mettere a disposizione le proprie capacità. L’utopia del più forte che aiuta il più debole non è stata più un’utopia, è diventata realtà. E anche se questa candidatura riguarda il corpo sanitario, in quel momento tutti gli italiani hanno dato il meglio di sé».
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AIFA sospende, in via precauzionale, il vaccino AstraZeneca

Enrico Alagna

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L’Agenzia Italiana del Farmaco sospende in via precauzionale E TEMPORANEA tutti i lotti del vaccino #AstraZeneca.
Questo avrà non poche ripercussioni sul rallentamento della campagna vaccinale ma soprattutto emotive su Chi, fino a qualche ora fa, spinto dal benestare dei medici vaccinatori, ha effettuato la vaccinazione.
Possiamo rassicurare chiunque di voi abbia effettuato la vaccinazione AstraZeneca in quanto occorre sottolineare che AIFA ed EMA hanno chiarito che al momento non c’è un «nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi».
I casi di decesso verificatisi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno un legame solo temporale. Nessuna causalità è stata dimostrata tra i due eventi. L’allarme legato alla sicurezza del vaccino AstraZeneca non è dunque giustificato.
Oggi pomeriggio l’AIFA ha però ritenuto di sospendere l’impiego del vaccino in via “del tutto precauzionale” in attesa di altre valutazioni da parte dell’EMA.
Le autorità sanitarie e di controllo hanno emesso questi comunicati non sulla base di opinioni, ma valutando i dati ottenuti finora dalla campagna vaccinale che non hanno portato a rilevare particolari problemi per quanto riguarda gli effetti avversi causati dal vaccino di AstraZeneca, così come dagli altri vaccini contro il coronavirus finora autorizzati.
Produrre un vaccino è un’attività estremamente complicata e ci sono pochi altri processi produttivi che ricevono controlli così severi, sia da parte delle stesse aziende farmaceutiche sia dalle autorità di controllo.
In atto la vaccinazione è l’unica arma a nostra disposizione per il raggiungimento dell’immunità e la sconfitta del Coronavirus.
Attendiamo FIDUCIOSI che l’EMA si esprima a riguardo. Evitiamo, per quanto possibile, di dar credito a fonti diverse da quelle ufficiali: OMS, EMA, AIFA.
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Vaccini anticovid: quando toccherà a voi non esitate

Enrico Alagna

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In tanti mi chiedete lumi sulla vicenda #AstraZeneca: siete preoccupati, intimoriti.
Per alcuni di voi si avvicina la prima dose di vaccino. AIFA (agenzia italiana del farmaco) ed EMA (agenzia europea per i medicinali) hanno sospeso per motivi precauzionali un lotto di vaccino; questo è sinonimo di SICUREZZA.
Vuol dire che l’intera filiera farmaceutica funziona ed ha come priorità la salute dei cittadini.
Aifa ed Ema hanno chiarito che al momento non c’è un «nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi».
Nonostante le rassicurazioni delle agenzie di controllo, tra i cui compiti c’è proprio quello di vigilare sulla sicurezza di farmaci e vaccini, alcuni giornali italiani hanno raccontato la sospensione con toni molto più allarmanti di quelli che stanno usando gli altri giornali europei.
Dall’inizio delle campagne vaccinali, solo in Europa sono state somministrate circa 16 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca, senza che emergessero problemi o effetti avversi imprevisti, rispetto a quelli riscontrati durante i test clinici dell’anno scorso.
Produrre un vaccino è un’attività estremamente complicata e ci sono pochi altri processi produttivi che ricevono controlli così severi, sia da parte delle stesse aziende farmaceutiche sia dalle autorità di controllo.
In atto la vaccinazione è l’unica arma a nostra disposizione per il raggiungimento dell’immunità e la sconfitta del Coronavirus.
Siate fiduciosi e QUANDO TOCCHERÀ A VOI NON ESITATE!
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